Il leader della Rivoluzione Islamica si è nuovamente rivolto alla  gioventù occidentale, la quale oggi appare per la maggior parte disinformata sull'Islam a causa del pregiudizio nei media e nella società a favore di Israele e del Sionismo, o sono Musulmani ma vivono in un clima di Islamofobia e per la disperazione si sono lasciati trasportare dal movimento militante dei jihadisti che nacque in Afghanistan nel 1979 con la benedizione degli USA, e adesso è un tratto distintivo permanente della politica mondiale. L'Ayatollah Ali Khamenei li richiama a "riconsiderare la minaccia del terrorismo nel mondo, le sue radici per scoprirne la profonda penetrazione nell'Islam".

Il tono delle considerazioni dell'Ayatollah è calmo ed amichevole, il contenuto intelligente e allo stesso tempo sincero. Vi si può sentire il suo spirito di amore universale e il tormento per la sofferenza che il terrorismo porta con sé. E' triste notare che i media come i politici occidentali manifestano un'ossessione contro l'Iran, nonostante i costanti sforzi dell'Iran per aiutare l'Occidente nella lotta contro il terrorismo. Di certo, le motivazioni sono l'appoggio e il devoto sostegno dell'Iran alla Palestina e il suo rifiuto di sottomettersi ai dettami dell'imperialismo. Entrambi "peccati" imperdonabili.

Tali motivazioni sono del tutto irrazionali. In seguito ai fatti dell'11 settembre l'intelligence iraniana scambiò le informazioni con l'intelligence americana fino a che il Presidente Bush lo scoprì e mise un freno alla collaborazione. L'Iran ha fatto proposte intelligenti per la messa al bando dell'energia nucleare nel trascorso decennio, tutte rispedite al mittente dagli Stati Uniti. Per il mondo il sostegno dell'Iran alla Palestina è una benedizione, dato che i Paesi Arabi non sono proprio all'altezza del compito.

Come nel suo recente appello, ancora una volta l'Ayatollah richiama al dialogo sui temi più penosi al fine di "creare le basi per trovare delle soluzioni per la reciproca consultazione", o la situazione continuerà a protrarsi a lungo sfuggendo al controllo.

Per l'Ayatollah, ogni vita è importante e ogni morte crudele è una tragedia. "La vista di un bambino che perde la vita in presenza dei suoi cari, una madre che muta la gioia per la sua famiglia in lutto, un marito che trascina il corpo senza vita della moglie in qualche posto e lo spettatore che non sa se sta vedendo l'ultima scena di vita, queste sono immagini  che risvegliano le emozioni e i sentimenti di ogni essere umano...che accadano in Francia o in Palestina o in Iraq o in Libano o Siria. Il mondo Musulmano condivide questi sentimenti e si è ribellato ai responsabili".  

Il leader supremo ha spiegato che i Musulmani hanno sofferto molto più di ogni altro a causa dell'occupazione coloniale, e a causa del trauma che Israele infligge ogni giorno ai Palestinesi. Gli occidentali in lutto per la tragedia della Francia dovrebbero fermarsi un momento. "Se gli Europei si sono rifugiati nelle loro case per pochi giorni astenendosi dal frequentare posti affollati, da decenni una famiglia Palestinese non si sente al sicuro nella propria casa a causa della macchina di distruzione e morte del regime Sionista. Quale atroce violenza è comparabile a quella degli insediamenti coloniali del regime Sionista?

"Questo regime...ogni giorno demolisce le case dei Palestinesi e distrugge i loro frutteti e fattorie. Tutto questo viene perpetrato senza neanche dargli il tempo di raccogliere i loro beni o prodotti agricoli e di solito di fronte agli occhi terrorizzati e pieni di lacrime delle donne e dei bambini che testimoniano le brutali percosse ai membri delle loro famiglie. Sparare ad una donna in mezzo alla strada per il crimine di aver protestato contro un soldato armato fino ai denti, se non è terrorismo questo, che cos'è? Questa barbarie, proprio perché è perpetrata da forze armate di un governo occupante, non è estremismo? O forse solo perché queste scene sono state viste ripetutamente sugli schermi televisivi per sessant'anni, ormai non scuotono più le nostre coscienze".      

L'Ayatollah lamenta le continue invasioni e violazioni del mondo Musulmano dall'Occidente, "un altro esempio della logica contraddittoria dell'Occidente. Hanno attaccato paesi, oltre al danno umano causato, hanno perduto le loro infrastrutture economiche e industriali. La loro corsa verso crescita e sviluppo è stata fatta regredire per decenni".

L'Ayatollah guarda alla gioventù di oggi, che spera verrà educata a comprendere la bellezza dell'Islam, la sua compatibilità sia con la Cristianità che con l'Ebraismo, la sua lunga storia di relazioni pacifiche, il suo rifiuto di imperialismo e colonialismo. Essi devono "riscoprire nuovi significati per costruire il futuro ed essere barriere sul percorso corrotto che ha portato l'Occidente al suo attuale impasse".    

Il leader Iraniano suppone ottimisticamente che la gente occidentale generalmente comprende la vera natura della politica moderna. Gli occidentali comprendono il ruolo degli Stati Uniti nel "creare, alimentare ed armare al-Qaeda, i Talebani e i loro infausti successori, (che) queste forze dietro il terrorismo sono alleate dell'Occidente, mentre i più all'avanguardia, i più brillanti e più dinamici tra i democratici nel paese vengono soppressi spietatamente".  
Mi auguro che le sue parole riflettano la realtà che in Canada vedo intorno a me. La gente è ostinatamente ignorante su questi problemi, nel non voler vedere i loro governi colpevoli di alimentare il terrorismo. Il mio obiettivo scrivendo è di informare la gente su questi problemi, ma è difficile far arrivare il messaggio. Sono principalmente i time-servers ad essere i benvenuti dai media più importanti per "informare" i cittadini.       

Ammiro l'onestà del leader Iraniano nel mostrare quanto sia la cultura occidentale a promuovere una "promiscuità morale aggressiva", e prova a distruggere le altre culture. "Il mondo occidentale attraverso l'uso di strumenti avanzati sta insistendo nella clonazione e riproduzione della sua cultura su scala globale. Io considero l'imposizione della cultura occidentale sugli altri popoli e la banalizzazione delle culture indipendenti come una forma di violenza silenziosa e di estrema dannosità".

Lui "non nega l'importanza ed il valore dell'azione reciproca, ma mette in guardia contro "le azioni discordanti". Le quali azioni discordanti rievocano l'immagine della gioventù occidentalizzata che si muove furtiva in una cattedrale russa ortodossa o in un luogo pubblico di Teheran promuovendo chiassosamente un'agenda occidentale per i "diritti umani", con le foto di giornalisti occidentali alla mano, aspettando di inviare su internet qualche immagine distorta. Il risultato è sia la russofobia che l'islamofobia, mentre la vera violazione è quella della dignità nazionale.

Questo mostra che la cultura occidentale è di fatto una noncultura, e promuove l'apatia, la decadenza, o il nichilismo, che ci opprimono ancora oggi. Ma, disilluso come sono dei media occidentali e del loro lavaggio del cervello, dopo gli attacchi di Parigi mi ero rincuorato a sentire i Canadesi più sensibili rifiutare il piano dei jihadisti che incoraggia l'islamofobia, costringendo i Musulmani ad unirsi al loro inafferabile ed elusivo califfato. Vi sono molti Musulmani in Canada adesso, undici di loro sono membri del Parlamento nelle fila del Partito Liberale. Maryam Monsef una donna di 30 anni Afghana è Primo Ministro delle Istituzioni Democratiche. I Musulmani sono Canadesi di prim'ordine, lavorano sodo, sono tranquilli, educati, leali. Essi stanno lentamente trasformando in meglio il Canada, fungendo anche da esempio di ciò che l'Islam può fare di buono per la società.  

Sono anche incoraggiato dall'elezione di Justin Trudeau come Primo Ministro del Canada, spodestando l'ultra-Sionista Iranofobo Stephen Harper. I Canadesi Musulmani hanno votato in massa per Trudeau. Tutti gli undici Musulmani membri del Parlamento sono Liberali. Lui ha in serbo una pallottola d'argento contro il terrorismo: l'unico modo per combattere l'ISIS responsabilmente è "fare la cosa giusta", e dichiara che la loro politica violenta è dannosa per i Musulmani, e dannosa per tutti. Già migliaia di comunità da una parte all'altra del paese hanno promesso di sostenere le famiglie siriane e si sono impegnate ad ospitare gli agricoltori.                                          

Terry Nelson, il nuovo grande capo dell'Organizzazione dei capi del Sud (SCO), dichiara che i piani di Manitoba per portare i rifugiati da altri paesi non dovrebbero essere influenzati dagli eventi in Europa. "C'è stato un invito per 2.500 siriani ad essere presenti qui a Winnipeg", ha detto. "Essi non dovrebbero essere giudicati da una piccola minoranza di  terroristi. Viviamo nel più grande paese del mondo. Il paese più pacifico del mondo. Siamo fortunati".

http://sayyidali.com/leading-iran/eric-walberg-westerners-mourning-french-tragedy-should-pause-for-a-moment.html
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di CINZIA PALMACCI
Tante altre notizie su http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=52715

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Canadian Eric Walberg is known worldwide as a journalist specializing in the Middle East, Central Asia and Russia. A graduate of University of Toronto and Cambridge in economics, he has been writing on East-West relations since the 1980s.

He has lived in both the Soviet Union and Russia, and then Uzbekistan, as a UN adviser, writer, translator and lecturer. Presently a writer for the foremost Cairo newspaper, Al Ahram, he is also a regular contributor to Counterpunch, Dissident Voice, Global Research, Al-Jazeerah and Turkish Weekly, and is a commentator on Voice of the Cape radio.

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